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Palazzo Fregoso - Boccali

Palazzo Fregoso - Boccali

Palazzo Fregoso - Boccali
Municipium

Descrizione

 PALAZZO FREGOSO - BOCCALI

Palazzo ubicato nella zona nordoccidentale del centro storico, costruito inglobando l’antica porta San Giovanni posta al termine di Corso Vittorio Emanuele (strada chiamata dai Gardesani più comunemente “la Piassa”), pur mantenendo l'accesso attraverso un lungo passaggio, lungo il quale sono ancora visibili i cardini delle porte che, nei secoli, difesero il paese.

Pur non esistendo documenti certi sull'origine dell'edificio, probabilmente fu edificato nel XV secolo dalla famiglia Fregoso, di origine genovese, e conobbe il suo massimo splendore nel XVI secolo, durante la proprietà di Cesare Fregoso, coraggioso capitano della Repubblica di Venezia. Lo testimonia Matteo Bandello, poeta e scrittore suo protetto, che fu spesso ospite del palazzo. In una sua descrizione scrive:

"A Garda hanno questi signori Fregosi un gran palagio con giardini bellissimi, ove sono tutti li albori di frutti soavissimi che questo cielo può nudrire. Qui sono naranci, cedri, limoni, pomigranati bellissimi, per non raccordare tante altre sorte di frutti. Vi si gode l'amenità del pescoso e bellissimo lago...".

Il Bandello, vescovo e scrittore del Cinquecento, è considerato da molti studiosi il più importante novelliere del Rinascimento. E' probabile che Shakespeare si sia ispirato ad una sua novella per la storia di Romeo e Giulietta: pur avendo origini più antiche (come quella di Luigi Da Porto), la versione di Bandello fu tradotta e contribuì infatti a diffondere la vicenda dei due sfortunati amanti in tutta Europa, fino alla lontana Inghilterra.

All'epoca, il palazzo era con ogni probabilità molto più vasto ed imponente di quanto appaia oggi e si presentava all'esterno come una piccola fortezza con alte torri merlate, caratterizzata da un’imponente scalinata e un grandioso portale.  

La villa possedeva splendidi giardini e diverse costruzioni; verso il lago era collegata ad una darsena; un canale, poi, permetteva l’approdo delle imbarcazioni fino alle porte dell’edificio.

Sulla facciata est campeggiava lo stemma dei Fregoso, poi reso irriconoscibile, probabilmente a causa delle scalpellate dei soldati francesi, ostili alla Serenissima.

Sull'architrave centrale della facciata interna si possono ancora ammirare una raffinata bifora ed il bel portale d'ingresso con il motto dei Fregoso “La virtù fa sempre vivo”.

La facciata esterna attuale deriva in parte dall'antica torre che fiancheggiava la porta medievale e in parte da un ampliamento di epoca tardo-rinascimentale.

Se prima del periodo napoleonico, la famiglia Fregoso possedeva ancora una parte del palazzo, risulta che già nel 1694 la sezione sopra la porta di Garda fosse di proprietà della nobile famiglia Falier; in seguito passò ai Cossali e nel 1830 fu venduto ai signori Boccali e venne ampiamente rimaneggiato. 

Col tempo, il palazzo perse progressivamente il suo antico splendore. Più volte saccheggiato ed adibito a caserma, prima dai soldati di ventura veneziani, poi da quelli francesi e da quelli austriaci, cadde inesorabilmente in rovina. In seguito, fu parzialmente trasformato ed utilizzato come magazzino, deposito ed abitazioni popolari. Fino agli anni Sessanta del Novecento l'edificio versava in stato di abbandono, finché i nuovi proprietari avviarono una ristrutturazione della parte superstite, situata sopra il lungo passaggio d'accesso al paese e le aree adiacenti.

In questa dimora il 28 giugno 1812 nacque Don Giulio Boccali, patriota del Risorgimento.

Libro-150-anni-Unità-dItalia-di-Fabio-Gaggia-e-Marco-Faraoni-PAGINE-DI-STORIA-RISORGIMENTALE-A-GARDA 

 


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PALAZZO FREGOSO - BOCCALI

Located in the northwestern part of the historic centre, the palace was built incorporating the ancient San Giovanni Gate, which once stood at the end of Corso Vittorio Emanuele (a street more commonly known to locals as “la Piassa”).

Access is still provided through a long passageway, along which the hinges of the gates that defended the town over the centuries remain visible. Although no definitive documents survive regarding its origins, the building was likely erected in the 15th century by the Fregoso family of Genoese origin. It reached its greatest splendour in the 16th century under the ownership of Cesare Fregoso, a valiant captain of the Venetian Republic.

This is attested by Matteo Bandello, a poet and writer under his patronage, who was frequently a guest at the palace. In one of his descriptions, he writes: “At Garda, these lords of the Fregoso family have a grand palace with most beautiful gardens, where grow all the sweetest fruit trees that this climate can nurture. Here are oranges, citrons, lemons, and most beautiful pomegranates, not to mention so many other kinds of fruit. One may enjoy the delights of the fish-rich and beautiful lake…” Bandello, a 16th-century bishop and writer, is regarded by many scholars as the most important master of the novella in the Renaissance. It is likely that Shakespeare drew inspiration for Romeo and Juliet from one of his tales: although the story has older origins (such as the version by Luigi Da Porto), Bandello’s rendition was translated and indeed helped spread the tale of the two ill-fated lovers throughout Europe, reaching as far as England. At the time, the palace was almost certainly much larger and more imposing than it appears today. Externally, it resembled a small fortress with tall crenellated towers, featuring a grand staircase and a monumental entrance portal. The estate boasted splendid gardens and various outbuildings; towards the lake, it was connected to a dock, while a canal allowed boats to moor right up to the building’s doors. The Fregoso family coat of arms once stood out prominently on the eastern façade, but was later defaced beyond recognition, likely by French soldiers hostile to the Serenissima. Above the central architrave of the inner façade, one can still admire an elegant two-light window (bifora) and the beautiful entrance portal bearing the Fregoso motto: “Virtue ever keeps one alive.”

The current exterior façade partly derives from the ancient tower that flanked the medieval gate, and partly from a late-Renaissance expansion. Although the Fregoso family still owned part of the palace prior to the Napoleonic era, records show that as early as 1694, the section above the Garda gate belonged to the noble Falier family; it later passed to the Cossali family, and in 1830 was sold to the Boccali family, who extensively remodelled it. Over time, the palace gradually lost its former glory. Repeatedly sacked and used as barracks, first by Venetian mercenary troops, then by French and Austrian forces, it inevitably fell into ruin. It was later partially converted and used as a warehouse, storage facility, and modest housing. Until the 1960s, the building lay in a state of abandonment, until new owners initiated the restoration of the surviving portion, located above the long passageway leading into the town, along with the adjacent areas. In this residence, on 28 June 1812, Don Giulio Boccali was born, a patriot of the Italian Risorgimento.

Municipium

Modalità d'accesso

Palazzo privato non visitabile

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Private palace not accessible to the public.

Municipium

Indirizzo

Corso Vittorio Emanuele, 37, 37016 Garda VR

Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2026, 09:49

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